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Il Cognitivismo Costruttivista
Servizio Psicosociale

La realtà non va considerata come un qualcosa di oggettivo, indipendente dall'individuo che ne fa esperienza, poiché è il soggetto stesso che la crea, partecipando in maniera attiva alla sua costruzione.

Assunti: (a) L'individuo partecipa attivamente alla costruzione della propria conoscenza. (b) In ogni soggetto esiste un'organizzazione cognitiva di base che determina la forma della propria esperienza; (c) l'uomo viene visto come un sistema auto-organizzantesi che protegge la propria integrità e mantiene la propria stabilità (autopoiesi).

Conseguenze: (a) Non è possibile una distinzione netta fra colui che osserva e l'oggetto osservato, poiché entrambi si definiscono come tali attraverso la loro reciproca interazione. (b) La conoscenza non può essere considerata una "rappresentazione fedele" del mondo esterno ricavata dal mondo reale, ma è una costruzione realizzata dal soggetto con materiali prodotti dalla propria interiorità. (c) I sistemi cognitivi umani non sono un mezzo per conoscere la realtà oggettiva, ma servono all'organismo per adattarsi all'ambiente. (d) Ciò che viene osservato non sono cose, proprietà o relazioni di un mondo che esiste indipendentemente dall'osservatore, bensì delle distinzioni effettuate dall'osservatore stesso, in seguito alla propria attività nell'ambiente. (e) Le sensazioni non sono la rilevazione impersonale di un dato, come quelle derivanti dalla lettura di un poligrafo, ma piuttosto un fenomeno esperenziale che coinvolgono profondamente il soggetto. (f) Le leggi di natura non vengono scoperte bensì inventate attraverso processi costruttivi.

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e' venuto a mancare Paolo Pancheri

Una brutta notizia per tutti: è venuto a mancare il Chiar.mo Prof. Paolo Pancheri! Padre della psichiatria italiana e autore, oltre che di innumerevoli pubblicazioni scientifiche, dei software computerizzati MMPI-2 Panda e Rorschach-Pralp3. E' morto un grande scienziato, è morto un amico affettuoso (è stato stroncato da un'infarto a 69 anni). Ci mancherai molto, moltissimo, caro Paolo!
"Non vedevo Paolo da molti anni ma la sua prematura scomparsa mi ha profondamente rattristato. Nei lontani anni ‘70, durante i miei studi universitari, è stato per me un prezioso maestro e, successivamente, un caro amico. Lo ricordo dedicato interamente e tenacemente alla clinica e alla ricerca. Senza la sua instancabile attività, la comunità scientifica italiana sarebbe rimasta priva di un insostituibile contributo e di quell’apporto che ha dato un impulso innovativo a vari ambiti della psichiatria: è con uomini simili che la scienza può superare i confini del riduzionismo. Confido che la sua memoria e le sue idee continuino a vivere e le sue intuizioni a svilupparsi in coloro che lo hanno conosciuto e stimato." Toto Blanco