{"id":3719,"date":"2021-10-11T21:40:43","date_gmt":"2021-10-11T19:40:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/tc\/?p=3719"},"modified":"2022-03-02T03:48:18","modified_gmt":"2022-03-02T02:48:18","slug":"cognitive-psychoterapy-newsletter-n-2-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/tc\/cognitive-psychoterapy-newsletter-n-2-2021\/","title":{"rendered":"Cognitive Psychoterapy &#8211; Newsletter n 2\/2021"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width: 223px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/sites.google.com\/terapiacognitiva.eu\/newsletter\/home-page\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.galliera.it\/20\/58\/strutture-sanitarie\/178\/c-d-c-d-centro-per-i-disturbi-cognitivi-e-le-demenze\/iscrizione-alla-newsletter-del-c-d-c-d-centro-per-i-disturbi-cognitivi-e-le-demenze\/newslettertitolo.jpg\/@@images\/3acd0681-e24c-4b58-a151-5cde1b05e636.jpeg\" alt=\"Vai alla Newsletter\" width=\"223\" height=\"69\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Vai alla Newsletter<\/span><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Scopo di questa <a href=\"https:\/\/sites.google.com\/terapiacognitiva.eu\/newsletter\/home-page\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Newsletter<\/a> \u00e8 fornire al lettore alcuni spunti di riflessione e non dare risposte certe alle innumerevoli domande che i recenti cambiamenti nelle nostre vite ci pongono riguardo al prossimo futuro e a suoi scenari possibili. Questo nella speranza che tali considerazioni possano servire a una discussione comune su ci\u00f2 che davvero \u00e8 stato e sar\u00e0 questo virus per l&#8217;Homo Technologicus.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La pandemia ha generato un\u2019enorme accelerazione dei processi legati alle tecnologie digitali e la necessit\u00e0 del distanziamento sociale, quale uno dei principali mezzi di contrasto alla diffusione del contagio, ha prodotto un rapidissimo sviluppo delle piattaforme social per riunioni e meeting da remoto, compresa la formazione a distanza, l\u2019ampliamento a dismisura dell\u2019e-commerce e dell\u2019home-banking, l\u2019introduzione massiccia dello smart working e anche della tele-medicina. Tutti erano processi gi\u00e0 in atto a causa della globalizzazione, ma sicuramente il distanziamento sociale e i lockdown ne ha prodotto un\u2019accelerazione senza precedenti. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in tutto il mondo, anche in paesi come il nostro, tecnologicamente e culturalmente arretrati in ambito elettronico ed informatico.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Essendosi manifestata come una novit\u00e0 di straordinaria evidenza e intensit\u00e0, l\u2019epidemia da Coronavirus ha frantumato gli usuali e canonici parametri che regolavano le relazioni sociali, sanitarie, economiche amplificando alcune dimensioni della post-modernit\u00e0. La globalizzazione dell\u2019economia, la presenza di internet, la relativa compressione dello spazio e la modificazione del tempo nelle comunicazioni sono alcuni dei fenomeni che hanno preceduto e accompagnato questa fase, cominciando a ristrutturare le esperienze tra gli esseri umani mediante nuove modalit\u00e0. L\u2019arrivo della pandemia ha completamente stravolto la nostra quotidianit\u00e0: le scuole, le universit\u00e0, i luoghi di lavoro sono stati chiusi; le attivit\u00e0 sportive, culturali e ricreative sono state bruscamente interrotte in tutto il mondo.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ci\u00f2 ha portato a severe misure preventive su tutto il territorio nazionale ovvero l\u2019isolamento domiciliare, la quarantena dei soggetti esposti, la limitazione degli assembramenti, le restrizioni sugli spostamenti, la chiusura di servizi e di attivit\u00e0 produttivo-commerciali non indispensabili e la sospensione delle attivit\u00e0 scolastiche ed universitarie in presenza, con il conseguente, imprevisto e disorientante impatto del distanziamento sociale. Prendere o meno il virus dipende dalle qualit\u00e0 e propriet\u00e0 della relazione sociale, nella sfera pubblica come nella famiglia. Dobbiamo misurare la distanza e la forza della relazione, le sue qualit\u00e0 e le sue propriet\u00e0 causali. Saper prender le distanze giuste tra S\u00e9 e l\u2019Altro, coinvolgerci e distaccarci, diventa fondamentale perch\u00e9 la distanza cambia la forza di ci\u00f2 che \u00e8 trasmesso, cos\u00ec come determina la sua bont\u00e0, neutralit\u00e0 o dannosit\u00e0. Ma come si fa a vivere senza relazioni per non prendere il virus? Delle relazioni abbiamo assoluto bisogno, ma dobbiamo saper distinguere fra relazioni sicure e pericolose.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Con la comparsa del Covid-19, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata chiamata ad affrontare una crisi globale, destinata a lasciarci in eredit\u00e0 una societ\u00e0 completamente diversa quando l&#8217;emergenza sar\u00e0 passata. Il fenomeno di portata globale nel quale siamo immersi sicuramente sta provocando cambiamenti strutturali. Negli ultimi due decenni, il prevalere di comunicazioni online tramite strumenti digitali, ha in qualche modo ridotto i nostri contatti in presenza; negli ultimi due anni, in questa contingenza legata al coronavirus, c&#8217;\u00e8 stato un cambiamento radicale.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La pandemia ci ha costretto a riconfigurare le nostre prassi quotidiane collegate agli spostamenti e alla comunicazione, dimensioni fondamentali della modernit\u00e0 globalizzata. Preclusi gli spostamenti a vari livelli, l\u2019unico modo di mantenere le relazioni sulle grandi e piccole distanze \u00e8 stato \u201criconfigurarle\u201d attraverso i media elettronici. Entrambe quelle dimensioni che ci rendono uomini contemporanei hanno subito una drastica trasformazione, la possibilit\u00e0 di spostarsi \u00e8 stata significativamente ridotta mentre la comunicazione mediata \u00e8 diventata ipertrofica. In particolare per chi si \u00e8 visto rinchiuso durante il lock-down in luoghi troppo ristretti, magari in una convivenza forzata che ha esasperato situazioni critiche gi\u00e0 esistenti, l\u2019impatto pi\u00f9 esteso della pandemia \u00e8 stato quello di riconfigurare il modo in cui vivere gli spazi interpersonali e domestici.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Molti antropologi hanno sostenuto che il nostro modo di abitare lo spazio plasmi il modo in cui noi vediamo il mondo. Di conseguenza, la particolare esperienza di spazio che il covid-19 ci ha costretti a vivere ci orienta verso un diverso modo di dare forma alla nostra umanit\u00e0 e ai nostri processi relazionali. Siamo passati dalla libert\u00e0 di accesso a vari ambienti condivisi (bar, centri commerciali, trasporti, impianti sportivi ecc.) a doverci limitare al ritiro nel nostro spazio privato. Ritiro che si trascina dietro i ruoli e le pratiche che abbiamo vissuto negli spazi pubblici e, attraverso il virtuale, li porta dentro la nostra vita privata, annullando i confini che essa aveva con la vita pubblica. La dimensione spaziale si riconfigura anche nei modi con cui viviamo le relazioni, nella distanza interpersonale.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Viviamo una sospensione di quelle manifestazioni intersoggettive, che vanno dal saluto allo sguardo, basate su scambi fisici in presenza, in ambienti predisposti, dove la fisicit\u00e0 \u00e8 essenziale. Ci siamo dovuti reinventare una dimensione rituale, traducendola nel galateo dello smart working dove i diversi ruoli si trovano sovrapposti nell\u2019ambiente domestico. Nelle video-chiamate non \u00e8 possibile manifestare la vicinanza emozionale tramite strette di mano ed abbracci; i rituali di rispetto, di contegno, si spostano sul piano verbale. Con la pandemia il nostro modo di fare esperienza dello spazio interpersonale \u00e8 passato dalla prossemica a cui siamo stati socializzati fin dalla nascita ad un mondo dove la vicinanza \u00e8 minaccia di contagio che ci rende esposti al pericolo di infezione.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La dimensione della socialit\u00e0 \u00e8 costitutiva dell\u2019essere umano; per cui, nonostante la riconfigurazione degli spazi ci costringa ad un distanziamento sociale, la nostra creativit\u00e0 rielabora il patrimonio digitale per inventare nuove forme di relazione.&nbsp; In questo periodo di reinvenzione delle modalit\u00e0 relazionali facciamo in modo che le nostre iniziative siano indirizzate a un progetto di umanit\u00e0 che non si fondi sulla paura dell\u2019altro ma sulla collaborazione con l\u2019altro, non solo come individui ma anche come comunit\u00e0. Senza dubbio le conseguenze della pandemia si profilano profonde e significative relativamente ai molteplici assetti di vita sociali ed istituzionali, tra questi il contesto formativo della scuola e del lavoro, potentemente impattato dall\u2019emergenza sanitaria.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Come cambier\u00e0 la vita dopo il Coronavirus \u00e8 ancora da immaginare. <\/span><span style=\"vertical-align: inherit;\">Questo \u00e8 il tempo dell&#8217;emergenza: un tempo caratterizzato da un luogo altro e un altro tempo, un tempo nel quale noi psicoterapeuti si dovrebbero considerare necessari in quella che definire una \u201csvolta epigenetica\u201d. <\/span><span style=\"vertical-align: inherit;\">In sede conclusiva occorre ribadire la necessit\u00e0 di accumulare nuove ricerche e di nuove tecnologie studi sistematici sull&#8217;impatto delle tecnologie digitali e del crescente utilizzo della rete, anche come conseguenza dei cambiamenti di vita prodotti dalla pandemia sul cervello umano, sulla psiche e sulla salute mentale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scopo di questa Newsletter \u00e8 fornire al lettore alcuni spunti di riflessione e non dare risposte certe alle innumerevoli domande che i recenti cambiamenti nelle nostre vite ci pongono riguardo al prossimo futuro e a suoi scenari possibili. 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