{"id":13131,"date":"2017-07-15T18:46:07","date_gmt":"2017-07-15T16:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/?p=13131"},"modified":"2018-07-14T20:14:54","modified_gmt":"2018-07-14T18:14:54","slug":"disturbi-dissociativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/disturbi-dissociativi\/","title":{"rendered":"Disturbi dissociativi: trauma e psicoterapia"},"content":{"rendered":"<h2>Etiologia, diagnosi e psicoterapia dei <strong>disturbi dissociativi<\/strong><\/h2>\n<p>I&nbsp;<a title=\"Disturbo dissociativo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disturbo_dissociativo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>disturbi dissociativi<\/strong><\/a>&nbsp;sono caratterizzati da uno sconvolgimento e\/o discontinuit\u00e0 nella normale integrazione di coscienza, memoria, identit\u00e0, emozione, percezione, rappresentazione del corpo e comportamento. I sintomi dissociativi possono potenzialmente compromettere ogni area del funzionamento psicologico e sono vissuti come una intrusione nella consapevolezza e nel comportamento, con perdita di continuit\u00e0 nell\u2019esperienza soggettiva (sintomi positivi) e\/o impossibilit\u00e0 di accedere alle informazioni o controllare le funzioni mentali che normalmente sono facilmente suscettibili di accesso o controllo (sintomi negativi).<\/p>\n<h3>Comprendono:<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4>il disturbo dissociativo di personalit\u00e0;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>l\u2019amnesia dissociativa;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>il disturbo di depersonalizzazione\/derealizzazione;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>il disturbo dissociativo non specificato.<\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si ipotizza che l\u2019attaccamento disorganizzato costituisca l\u2019esperienza primaria che determina la predisposizione alla dissociazione e quindi a modelli cognitivi multipli del s\u00e8, con una sensazione di minaccia costante al senso di continuit\u00e0, unit\u00e0 ed identit\u00e0 della coscienza, che caratterizza in genere lo sviluppo della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel <a title=\"DSM-5\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/DSM-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">DSM-5<\/a> i disturbi dissociativi sono posti accanto ai disturbi da Trauma, il che riflette la stretta relazione tra queste classi diagnostiche. I disturbi dissociativi, infatti, sono frequentemente successivi a traumi e molti dei sintomi, tra l\u2019imbarazzo e la confusione o il desiderio per nasconderli, sono influenzati dalla vicinanza al trauma.<\/p>\n<h3><strong>Disturbo Dissociativo dell\u2019Identit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<h4><strong>Che cos\u2019\u00e8?<\/strong><\/h4>\n<p>Il disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 si caratterizza per la presenza di due o pi\u00f9 identit\u00e0 o stati di personalit\u00e0 distinti (ciascuno con i suoi modi di percepire, relazionarsi, e pensare nei confronti di se stesso e dell\u2019ambiente). Almeno due di queste identit\u00e0 o stati di personalit\u00e0 assumono in modo ricorrente il controllo del comportamento della persona e ognuna di esse, quando presente, non ha assolutamente coscienza dell\u2019altra.<\/p>\n<p>Sintomo caratterizzante il disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 <a title=\"Amnesia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amnesia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019<strong>amnesia dissociativa<\/strong><\/a>, che si riferisce all\u2019incapacit\u00e0 di ricordare importanti informazioni personali, e\/o eventi traumatici, non riconducibile per estensione ad una banale tendenza alla dimenticanza.<\/p>\n<p>I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell\u2019area sociale, lavorativa, o di altri settori importanti del funzionamento e possono essere rilevati dall\u2019individuo stesso o osservati da altre persone (<a title=\"APA\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/American_Psychological_Association\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">APA<\/a>, 2013).<\/p>\n<p>L\u2019alterazione non \u00e8 dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. black-out o comportamenti caotici in corso di intossicazione alcoolica) o ad una condizione medica generale (per es. epilessia).<\/p>\n<p>Il disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 grave e cronico e pu\u00f2 condurre a disabilit\u00e0 e invalidit\u00e0. \u00c8 spesso associato a depressione e disturbo borderline di personalit\u00e0 e presenta un\u2019elevata incidenza di tentativi di suicidio.<\/p>\n<h4><strong>Come si manifesta?<\/strong><\/h4>\n<p>La caratteristica distintiva del disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 la presenza di due o pi\u00f9 distinti stati di personalit\u00e0 o di un\u2019esperienza di possesso. Quando gli stati di personalit\u00e0 alternativi non vengono osservati direttamente, la malattia pu\u00f2 essere identificata da due gruppi di sintomi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>alterazioni improvvise o discontinuit\u00e0 nel senso di s\u00e9 e del senso di agency<\/strong>&nbsp;che possono influenzare qualsiasi aspetto del funzionamento di un individuo. Gli individui possono comunicare la sensazione di essere improvvisamente diventati osservatori di loro stessi, o la percezione di voci. Possono emergere improvvisamente forti emozioni, impulsi, e anche discorsi o altre azioni, senza un senso di personale controllo (senso di agency). Queste emozioni e impulsi sono spesso segnalati come egodistonici e sconcertanti. Alterazioni nel senso di s\u00e9 e la perdita di agency personale possono essere accompagnati da una sensazione che gli atteggiamenti, le emozioni e i comportamenti, o anche il proprio corpo, sono&nbsp;<em>\u201cnon mio\u201d<\/em>&nbsp;e\/o sono&nbsp;<em>\u201cnon sotto il mio controllo\u201d<\/em>;<\/li>\n<\/ul>\n<p>2)&nbsp;<strong>amnesie dissociative ricorrenti<\/strong>&nbsp;che si manifestano come:<\/p>\n<ul>\n<li>lacune nella memoria remota di eventi di vita personale (periodi dell\u2019infanzia o dell\u2019adolescenza, alcuni eventi della vita importanti);<\/li>\n<li>vuoti di memoria significativi di quanto accaduto oggi, o di abilit\u00e0 come fare il proprio lavoro, utilizzare un computer, leggere, guidare;<\/li>\n<li>scoperta di prove delle loro azioni e dei compiti che non ricordano di aver fatto giorni prima (trovare oggetti nelle loro borse, trovare scritti o disegni, scoprire lesioni).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono frequenti fughe dissociative: possono ritrovarsi improvvisamente in spiaggia, al lavoro, in un locale notturno, o da qualche parte in casa senza ricordare di come ci sono arrivati.<\/p>\n<h4><strong>Come riconoscerlo?<\/strong><\/h4>\n<p>I pazienti spesso presentano le seguenti manifestazioni sintomatologiche: sintomi di depressione, manifestazioni d\u2019ansia (sudorazione, tachicardia, palpitazioni), fobie, attacchi di panico, sintomi fisici, disfunzioni sessuali, disturbi del comportamento alimentare e disturbi post-traumatici da stress. Sono frequenti pensieri e tentativi di suicidio, cos\u00ec come episodi di automutilazione. Molti soggetti hanno fatto abuso di sostanze psicoattive per un certo periodo di tempo.<\/p>\n<p>In ambito clinico predominano casi di donne con disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0: gli uomini possono negare i loro sintomi e le storie di traumi, e questo pu\u00f2 portare a tassi elevati di falsa diagnosi negativa. Le donne con disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 presentano pi\u00f9 frequentemente acuti stati dissociativi (flashback, amnesia, fuga, sintomi da conversione, allucinazioni, automutilazione); gli uomini presentano pi\u00f9 comunemente comportamenti criminali o violenti.<\/p>\n<p>Gli individui con disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 possono anche segnalare allucinazioni visive, tattili, olfattive, gustative, e somatiche, che di solito sono legate a fattori post-traumatici e dissociativi. Avvertono questi sintomi come causati da un\u2019identit\u00e0 alternativa (<em>\u201cmi sento come qualcun altro che vuole piangere con i miei occhi\u201d<\/em>).<\/p>\n<p>L\u2019alternarsi continuo tra una o pi\u00f9 personalit\u00e0 pu\u00f2 condurre ad uno stile di vita caotico, non facile da differenziare rispetto a quello che caratterizza il&nbsp;<a title=\"Disturbo Borderline\" href=\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/?p=2414\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>disturbo borderline di personalit\u00e0<\/strong>.<\/a> La diagnosi differenziale \u00e8 resa ulteriormente difficile dalla presenza in entrambi i disturbi di sintomi somatoformi transitori e di periodi di disorganizzazione del pensiero e della percezione, oltre che di eventi traumatici subiti in et\u00e0 infantile. Il clinico pu\u00f2 basarsi sulla ricerca accurata di lacune mnestiche e di stati alterati di coscienza: pi\u00f9 sono frequenti ed intensi nel quadro clinico pi\u00f9 \u00e8 giustificata la diagnosi di disturbo dissociativo di identit\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Cause<\/strong><\/h3>\n<p>Il disturbo dissociativo dell\u2019identit\u00e0 \u00e8 quasi universalmente associato a una storia antecedente di trauma significativo, il pi\u00f9 delle volte verificatosi durante la prima infanzia.<\/p>\n<p>Molti esperti propongono un modello evolutivo e ipotizzano che lo sviluppo delle identit\u00e0 sia il risultato dell\u2019incapacit\u00e0 di molti bambini traumatizzati a sviluppare un senso unitario di s\u00e9, in particolare quando la prima esposizione traumatica avviene prima dei cinque anni. Tali difficolt\u00e0 avvengono spesso nel contesto della relazione o attaccamento disorganizzato che pu\u00f2 anticipare e impostare lo sviluppo di strategie di coping dissociative.<\/p>\n<h3><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Conseguenze<\/strong><\/h3>\n<p>I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell\u2019area sociale, lavorativa, o di altri settori importanti del funzionamento.<\/p>\n<h3><strong>Trattamento<\/strong><\/h3>\n<p>Il trattamento raccomandato per la cura dei Disturbi Dissociativi \u00e8 la&nbsp;<a title=\"La psicoterapia cognitivo comportamentale\" href=\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicoterapia-cognitivo-comportamentale-tappa-sviluppo-ricerca-clinica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>psicoterapia cognitivo comportamentale<\/strong><\/a>, con lo scopo principale di ricondurre il paziente verso un migliore funzionamento integrato. Il terapeuta promuove l\u2019idea che tutte le identit\u00e0 alternative rappresentino tentativi di adattamento per far fronte o padroneggiare le difficolt\u00e0 incontrate dal paziente, e agisce aiutando le identit\u00e0 a conoscersi l\u2019una con l\u2019altra, accettandosi come parti legittime del s\u00e9 e negoziando per risolvere i loro conflitti.<\/p>\n<p>Oltre alla psicoterapia individuale, i pazienti possono beneficiare d\u2019interventi specifici come la<a title=\"dbt-dialectical-behaviour-therapy\" href=\"http:\/\/www.stateofmind.it\/tag\/dbt-dialectical-behaviour-therapy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&nbsp;<strong>terapia dialettico-comportamentale DBT<\/strong>&nbsp;<\/a>(Linehan, 1993a, 1993b),&nbsp;le&nbsp;<a title=\"terapie di gruppo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Terapia_di_gruppo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>terapie di gruppo<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La terapia&nbsp;<strong>dialettico-comportamentale<\/strong>&nbsp;(DBT) di Marsha Linehan \u00e8 un trattamento ad orientamento cognitivo-comportamentale integrato che prevede il potenziamento di quelle abilit\u00e0 in cui il paziente risulta carente, in particolare la regolazione delle sue intense emozioni negative, e sembra essere particolarmente indicato per le persone che presentano atti autolesivi e suicidari. Il fondamento del trattamento \u00e8 aiutare i pazienti a ridurre al minimo i comportamenti che sono pericolosi per s\u00e9 o per gli altri o che li rendono vulnerabili alle vittimizzazioni da parte di altri. Tali condotte includono: comportamenti suicidari e parasuicidari, abuso di sostanze e alcool, relazioni violente, disordini dell\u2019alimentazione, violenza o aggressioni e comportamenti ad alto rischio.<\/p>\n<p>In alcuni casi, per un tempo limitato, ad una terapia individuale si pu\u00f2 affiancare la&nbsp;<strong>psicoterapia di gruppo<\/strong>&nbsp;al fine di aiutare il paziente a sviluppare competenze sul trauma, sulla dissociazione, assistere lo sviluppo di specifiche abilit\u00e0 (ad esempio, strategie di coping, abilit\u00e0 sociali, e la gestione dei sintomi), e permettere di capire che non \u00e8 il solo ad avere a che fare con i sintomi dissociativi e le memorie traumatiche. I gruppi forniscono sostegno, la possibilit\u00e0 di focalizzarsi sullo sviluppo delle funzioni interpersonali e rinforzare gli obiettivi della terapia individuale. \u00c8 fondamentale che questi gruppi siano a tempo limitato, ben strutturati e dichiaratamente focalizzati.<\/p>\n<p>La&nbsp;<a title=\"Farmacologia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Farmacologia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>farmacoterapia<\/strong>&nbsp;<\/a>non rappresenta un trattamento di elezione in quanto non sono disponibili farmaci in grado di agire elettivamente sui sintomi dissociativi. Il ricorso alla terapia farmacologica \u00e8 giustificato per ridurre la sintomatologia ansioso-depressiva, l\u2019irritabilit\u00e0, l\u2019impulsivit\u00e0, l\u2019insonnia, con il fine di raggiungere una stabilizzazione emotiva. Tra i pi\u00f9 utilizzati: farmaci antidepressivi SSRI, pi\u00f9 spesso utilizzati per trattare i sintomi depressivi e\/o sintomi del disturbo post-traumatico da stress; gli ansiolitici utilizzati principalmente come approccio a breve termine per trattare l\u2019ansia; i neurolettici o i farmaci antipsicotici, in particolare i nuovi antipsicotici atipici sono stati usati in dosi relativamente basse per trattare con successo l\u2019iperattivazione, la disorganizzazione del pensiero, i sintomi intrusivi del PTSD, cos\u00ec come l\u2019ansia cronica, l\u2019insonnia e l\u2019irritabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Possono rendersi necessari&nbsp;<strong>ricoveri<\/strong>&nbsp;psichiatrici per aiutare i pazienti in periodi particolarmente difficili.<\/p>\n<h4><strong>&nbsp;<\/strong><a title=\"Il trattamento cognitivo-comportamentale\" href=\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicoterapia-cognitivo-comportamentale-tappa-sviluppo-ricerca-clinica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il trattamento cognitivo-comportamentale<\/strong><\/a><\/h4>\n<p>La&nbsp;<strong>terapia cognitivo-comportamentale<\/strong>&nbsp;risulta il trattamento privilegiato per aiutare i pazienti ad esplorare e modificare il sistema di credenze disfunzionali basate sul trauma subito ed a padroneggiare le esperienze stressanti e i comportamenti impulsivi. Le tecniche cognitivo-comportamentali sono infatti particolarmente utili per il controllo di alcuni sintomi, quali: la gestione delle attivazioni ansiose e delle crisi di ira, la ristrutturazione dei pensieri negativi, il miglioramento della comunicazione interpersonale.<\/p>\n<p>Obiettivo del trattamento \u00e8 un funzionamento maggiormente&nbsp;<em>integrato,&nbsp;<\/em>attraverso il lavoro sui processi mentali dissociati. Nell\u2019ottica della terapia cognitiva-evoluzionista, si concorda ormai nell\u2019affermare che i disturbi correlati a traumi complessi, tra cui i disturbi dissociativi, sono trattati pi\u00f9 appropriatamente in sequenze di fasi. La struttura pi\u00f9 comune nel campo \u00e8 costituita da tre fasi.<\/p>\n<p>Nella prima fase la priorit\u00e0 \u00e8 la sicurezza, la stabilizzazione ed il rafforzamento del paziente, in vista del lavoro di elaborazione del materiale traumatico e di gestione delle personalit\u00e0 problematiche. Gli obiettivi includono il mantenimento della sicurezza personale, il controllo dei sintomi, la modulazione degli affetti, la tolleranza dello stress, il miglioramento delle funzioni vitali basilari e lo sviluppo delle capacit\u00e0 relazionali. Si ricorre spesso alla psicoeducazione, consigliando al paziente letture specifiche, fornendo informazioni e spiegazioni con lo scopo di \u201cnormalizzare\u201d la sua esperienza. La relazione terapeutica diventa il terreno di esperienze emozionali correttive del sistema di attaccamento e di esperienza di nuove forme collaborative e paritetiche di relazione interpersonale.<\/p>\n<p>Nella seconda fase il paziente viene aiutato a elaborare gli episodi dolorosi del suo passato, e a sostenere il dolore per le perdite e le altre conseguenze negative del trauma. Il lavoro di questa fase \u00e8 ricordare, tollerare, elaborare ed integrare gli intensi eventi passati pianificando strategie per mantenere il controllo sul materiale traumatico emergente. L\u2019esplorazione e l\u2019integrazione dei ricordi traumatici pu\u00f2 essere definita come una forma di terapia di esposizione che permette al paziente di trasformare i ricordi traumatici al fine di integrare le personalit\u00e0 o ottenere una interazione tra esse. I processi della seconda fase permettono di comprendere che le esperienze traumatiche appartengono al passato, di capire il loro impatto sulla propria vita, di sviluppare una pi\u00f9 completa e coerente storia personale e senso del s\u00e9. A tal fine vengono utilizzate: la ristrutturazione cognitiva delle esperienze traumatiche e il riconoscimento delle risposte di adattamento che il paziente ha avuto durante quelle esperienze con il fine di contrastare la colpa irrazionale e la vergogna.<\/p>\n<p>Nella terza fase i pazienti iniziano a fare esperienza di un senso del s\u00e9 stabile e solido e di nuove sensazioni su come relazionarsi con gli altri e con il mondo esterno. Acquistano un senso di coerenza della propria storia che risulta essere anche collegato con i problemi che devono affrontare nel presente, iniziano a distogliere l\u2019attenzione dal loro passato traumatico, direzionando la propria energia sul vivere il presente e sviluppare prospettive future.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Etiologia, diagnosi e psicoterapia dei disturbi dissociativi I&nbsp;disturbi dissociativi&nbsp;sono caratterizzati da uno sconvolgimento e\/o discontinuit\u00e0 nella normale integrazione di coscienza, memoria, identit\u00e0, emozione, percezione, rappresentazione del corpo e comportamento. 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