{"id":13142,"date":"2017-07-15T19:27:39","date_gmt":"2017-07-15T17:27:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/?p=13142"},"modified":"2023-10-20T00:14:51","modified_gmt":"2023-10-19T22:14:51","slug":"psicosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/","title":{"rendered":"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"r\"><strong>Terapia cognitivo-comportamentale<\/strong> delle psicosi: teoria e pratica<\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>In principio, la <a title=\"CBT\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Psicoterapia_cognitivo-comportamentale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CBT<\/a> si basava sui principi e le strategie di intervento messe a punto in precedenza per affrontare patologie quali ansia e depressione.&nbsp;<\/strong>Gi\u00e0 negli anni Cinquanta Aaron Beck&nbsp;aveva elaborato un trattamento per un paziente psicotico adottando un approccio cognitivo, tuttavia, a parte questo episodio isolato, successivamente la ricerca in questo ambito cadde nell\u2019oblio per decenni e venne largamente trascurata a favore di altri settori. Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>\u00c8 stato appurato che trattamenti farmaceutici non siano in grado di agire a fondo, lasciando dei sintomi persistenti e negativi, nel 60% dei pazienti psicotici<\/strong>, nonostante vengano seguite alla lettera le indicazioni terapeutiche. Inoltre, la conformit\u00e0 dei trattamenti farmaceutici rimane uno dei maggiori problemi nonostante l\u2019introduzione di antipsicotici moderni ad atipici. Recenti studi hanno dimostrato come&nbsp;<strong>i trattamenti si rivelino discontinui nel&nbsp;<\/strong><strong>74% dei pazienti sia in fase di mantenimento che di cura.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">L\u2019evidenza dell\u2019efficacia relativa alla terapia cognitivo comportamentale CBT nel trattamento di pazienti affetti da sintomi persistenti di schizofrenia acquista sempre pi\u00f9 consistenza e sta progredendo tramite le prove empiriche derivanti da studi, anche in serie e test senza pianificazione, ma condotti con un metodo, spesso randomico, su pazienti nello stadio finale acuto o cronico all\u2019interno dello spettro di sviluppo della schizofrenia. Le seguenti meta analisi ed i controlli sistematici hanno provveduto a fornire un\u2019ulteriore conferma alla validit\u00e0 della terpaia cognitivo comportamentale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>La terapia cognitivo comportamentale CBT ha conquistato attualmente il riconoscimento come effettivo metodo di intervento nel trattamento della schizofrenia all<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>interno delle linee guida cliniche vigenti negli Stati Uniti ed in Europa.<\/strong>&nbsp;Nonostante la base empirica ad avvalorarne l\u2019efficacia congiuntamente all\u2019assenza di qualsivoglia effetto collaterale, l\u2019accessibilit\u00e0 a questo tipo di trattamento all\u2019interno della comunit\u00e0 scientifica rimane molto precario. In questo articolo verranno esaminate le procedure della terapia cognitivo comportamentale CBT nel trattamento della psicosi, l\u2019evidenza della sua efficacia e le implicazioni per gli psichiatri che la praticano.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">PROCEDIMENTO<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Le tecniche di terapia utilizzate per i pazienti affetti da schizofrenia si basano sui principi generali della terapia cognitivo comportamentale CBT secondo la quale devono essere, innanzitutto, stabilite delle&nbsp;<strong>associazioni tra pensieri, sensazioni e azioni all<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>interno di un<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>atmosfera di gruppo collaborativa e di apertura.<\/strong>&nbsp;Successivamente alla fase propedeutica vengono stabiliti dei compiti da rispettare, generalmente con un impostazione pi\u00f9 flessibile rispetto alla terapia cognitivo comportamentale messa a punto per il trattamento di patologie di natura differente.&nbsp;<strong>La durata del trattamento varia secondo le esigenze specifiche del singolo soggetto, oscillando in un range che comprende tra le 12 e le 20 sedute, ma spesso implicando delle sedute successive di mantenimento e potenziamento dei risultati.<\/strong>&nbsp;La CBT o terapia cognitivo comportamentale indirizzata alla cura delle psicosi elabora i pensieri dei soggetti nelle fasi seguenti.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Valutazione<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La fase di valutazione comincia con l\u2019invitare il paziente ad esprimere i propri pensieri rispetto alle esperienze mentre il terapista ascolta in maniera attiva. Il&nbsp;<strong>ricorso a scale di valutazione<\/strong>&nbsp;\u2013 dia specifiche che generiche \u2013 \u00e8 fortemente caldeggiato in questo momento specifico della terapia in quanto facilita il monitoraggio dei progressi parallelamente ad una valutazione dei risultati che vengono in tal modo condivisi tra paziente e terapista.&nbsp;<strong>Diagrammi e documenti scritti<\/strong>&nbsp;possono risultare perfino pi\u00f9 funzionali in particolare nei casi in cui il trattamento si rivolge a pazienti con uno stile di vita sregolato. Le formulazioni diagnostiche rispetto alle cause dei sintomi ed il mantenimento possono altres\u00ec essere condivise col paziente e consentono alla terapia di procedere ed evolversi in funzione delle informazioni aggiuntive.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Fase di coinvolgimento<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Nel primo momento di questa fase il terapista provveder\u00e0 a chiarire in cosa consiste il trattamento e quali sono i suoi passaggi (compreso il metodo sicuro e collaborativo di scavo nel profondo per risalire alle cause dello stress). Durante la terapia, il&nbsp;<strong>metodo dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>investigazione socratica<\/strong>&nbsp;acquista grande rilievo. Quest\u2019ultima include l\u2019esplicitazione del punto di vista del soggetto rispetto ad una determinata situazione e della maniera di reagire ed affrontare l\u2019evento attraverso un processo di scoperta guidata. I vari tentativi vengono intrapresi con il proposito di stabilire un rapporto empatico con la prospettiva unica e soggettiva del singolo paziente circa i sentimenti di stress provati e segue il principio di massima flessibilit\u00e0. A supporto della massima di adattabilit\u00e0 adottata dal terapista, di frequente si ricorre al&nbsp;<strong>modello di vulnerabilit\u00e0-stress<\/strong>&nbsp;in maniera tale che il paziente possa giungere a comprendere come la vulnerabilit\u00e0 sia in realt\u00e0 un concetto dinamico che pu\u00f2 subire influenze da parte di diversi fattori, come gli eventi della vita, i meccanismi di reazione o malattie fisiche. Il terapista, infine, ribadisce a pi\u00f9 riprese&nbsp;<strong>come il ruolo da lui rivestito non garantisce affatto l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>accesso a tutte le risposte, n\u00e9, tantomeno, ad una verit\u00e0 suprema sul disturbo<\/strong>, ma, piuttosto, sottolinea come i suoi metodi possano fornire delle&nbsp;<strong>spiegazioni utili in grado di poter essere sviluppate attraverso un iter collaborativo e come, dunque, dipendano dal rapporto bidirezionale stabilito col paziente stesso<\/strong>. I fattori non specifici terapeutici quali il calore empatico, la genuinit\u00e0, l\u2019ironia ed i massimi principi che reggono e subentrano in questo tipo di terapia, cono quelli comuni a qualsiasi altro tipo di approccio terapeutico.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Modello ABC. I 6 passaggi<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il modello cosiddetto ABC, sviluppato originariamente da Ellis ed Harper, pu\u00f2 essere utilizzato per fornire al paziente degli utili strumenti per&nbsp;<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20190129000432\/http:\/\/www.psychiatrictimes.com:80\/articles\/psychiatry-now-%E2%80%9Chouse-divided%E2%80%9D\"><strong>organizzare le esperienze confuse.&nbsp;<\/strong><\/a>All\u2019interno del suo procedimento rientra la&nbsp;<strong>guida del paziente verso un percorso lento a mirato attraverso diversi livelli tramite il metodo dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>investigazione socratica,&nbsp;<\/strong>utile ai fini di far emergere i legami esistenti tra lo stress emotivo esperito dal paziente ed il portato di convinzioni che giace inconsciamente oltre tali prospettive sugli eventi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">L\u2019iter si sviluppa come segue:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Si esordisce con la&nbsp;<strong>stima da parte del paziente dell\u2019intensit\u00e0 dello stress<\/strong>, su una scala di valutazione da 0 a 10 (A).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La conseguenza dello stress (C) viene valutata e&nbsp;<strong>scissa tra componente emotiva e comportamentale<\/strong>&nbsp;Cs.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Il paziente fornisce la propria spiegazione rispetto ai fattori scatenanti<\/strong>&nbsp;dell\u2019evento (As) quali potenziali cause delle conseguenze C ed il terapista assicura che gli eventi da lui riportati, non siano in assoluto suscettibili di interpretazione alcune, n\u00e9, tantomeno , sottoposti a giudizio, ma semplicemente ricevuti cos\u00ec come espressi.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il terapista fornisce un&nbsp;<strong>riscontro<\/strong>&nbsp;al paziente in maniera tale da fornirgli un chiarimento rispetto alla connessione esistente tra A-C.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il terapista valuta le convinzioni del paziente, le pondera ed immagina e comunica al paziente come i significati personali mostrino delle&nbsp;<strong>lacune nei legami esistenti tra A-C<\/strong>&nbsp;stabiliti dal modello attraverso dei semplici esempi che facilitino la comprensione della tesi.<\/span><\/li>\n<li>Le convinzioni del paziente (B), che si rivelano essere, in realt\u00e0, la causa primaria di C, vengono, infine discussi; spesso, quest\u2019ultimo passaggio \u00e8 quello in cui si procede alla&nbsp;<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>razionalizzazione&nbsp;<\/strong><\/span>e B come \u201cnessuno mi apprezzer\u00e0 mai se dovessi confidare ci\u00f2 che sento, le mie voci interiori\u201d pu\u00f2 subire un cambiamento di paradigma ed essere interpretato come \u201cNon posso pretendere di piacere a tutti. Alcune persone mi apprezzeranno, altre no. Forse qualche amico potr\u00e0 perfino trovare interessanti le mie voci\u201d. Questa mutazione prospettica porter\u00e0 alla trasformazione di B in C e, dunque, meno alienazione ed isolamento nella propria tristezza.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<h4 class=\"post-title entry-title\"><a title=\"Schizofrenia: Note a margine di un caso clinico di psicosi\" href=\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/tc\/shizofrenia-note-margine-di-un-caso-clinico-di-psicosi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Schizofrenia: Note a margine di un caso clinico di psicosi<\/a><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terapia cognitivo-comportamentale delle psicosi: teoria e pratica In principio, la CBT si basava sui principi e le strategie di intervento messe a punto in precedenza per affrontare patologie quali ansia e depressione.&nbsp;Gi\u00e0 negli anni Cinquanta Aaron Beck&nbsp;aveva elaborato un trattamento per un paziente psicotico adottando un approccio cognitivo, tuttavia, a parte questo episodio isolato, successivamente &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13969,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120],"tags":[319,290,320,296,294],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v20.10 (Yoast SEO v21.2) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale - Centro Clinico Matrioska<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Centro Clinico Matrioska\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/Centro-Clinico-Matrioska-623638900981806\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-07-15T17:27:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-10-19T22:14:51+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Psicosi-ed-esordio-psicotico.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"780\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"419\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/\",\"url\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/\",\"name\":\"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale - Centro Clinico Matrioska\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#website\"},\"datePublished\":\"2017-07-15T17:27:39+00:00\",\"dateModified\":\"2023-10-19T22:14:51+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#\/schema\/person\/184cad6fcffd54d32fef780ea67b3685\"},\"description\":\"Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/\",\"name\":\"Centro Clinico Matrioska\",\"description\":\"Psicoterapia Cognitivo Comportamentale\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#\/schema\/person\/184cad6fcffd54d32fef780ea67b3685\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/63f4690f72c365d27d3ff732d67a360b?s=96&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/63f4690f72c365d27d3ff732d67a360b?s=96&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"sameAs\":[\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\"]}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO Premium plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale - Centro Clinico Matrioska","description":"Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale","og_description":"Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.","og_url":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/","og_site_name":"Centro Clinico Matrioska","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/Centro-Clinico-Matrioska-623638900981806\/","article_published_time":"2017-07-15T17:27:39+00:00","article_modified_time":"2023-10-19T22:14:51+00:00","og_image":[{"width":780,"height":419,"url":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Psicosi-ed-esordio-psicotico.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"6 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/","url":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/","name":"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale - Centro Clinico Matrioska","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#website"},"datePublished":"2017-07-15T17:27:39+00:00","dateModified":"2023-10-19T22:14:51+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#\/schema\/person\/184cad6fcffd54d32fef780ea67b3685"},"description":"Solo dopo che la terapia cognitiva si consolid\u00f2 nel trattamento di ansia e depressione, negli anni Novanta, la ricerca per il trattamento psicologico in ambito di disfunzioni psicotiche acquist\u00f2 forza, di nuovo con Beck a fare da pioniere.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/psicosi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Psicosi: un approccio cognitivo comportamentale"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#website","url":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/","name":"Centro Clinico Matrioska","description":"Psicoterapia Cognitivo Comportamentale","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#\/schema\/person\/184cad6fcffd54d32fef780ea67b3685","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/63f4690f72c365d27d3ff732d67a360b?s=96&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/63f4690f72c365d27d3ff732d67a360b?s=96&r=g","caption":"admin"},"sameAs":["http:\/\/www.terapiacognitiva.eu"]}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13142"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14077,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13142\/revisions\/14077"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13969"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}