{"id":13980,"date":"2018-07-16T02:49:53","date_gmt":"2018-07-16T00:49:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/?p=13980"},"modified":"2018-07-16T02:54:04","modified_gmt":"2018-07-16T00:54:04","slug":"attivita-di-sostegno-e-psicoeducazione-dei-familiari-di-pazienti-psicotici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/wp\/attivita-di-sostegno-e-psicoeducazione-dei-familiari-di-pazienti-psicotici\/","title":{"rendered":"Attivit\u00e0 di sostegno e psicoeducazione dei familiari di pazienti psicotici"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"r\"><strong>Intervento psicoeducativo<\/strong> rivolto ai familiari di pazienti psichiatrici<\/h2>\n<p><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">L\u2019attivit\u00e0 psichiatrica attuale, in particolar modo quella rivolta alle condizioni pi\u00f9 gravi (psicosi), si avvale soprattutto dei presidi della psicofarmacologia e di interventi selettivi di psicoterapia. Tuttavia, entrambi gli interventi hanno dimostrato i propri limiti sia nel controllo della sintomatologia, sia nella restituzione completa di un equilibrio interiore, sia nella ricostruzione funzionale di abilit\u00e0 perdute sul piano sociale. Queste considerazioni hanno spinto i ricercatori a strutturare modelli di intervento pi\u00f9 complessi ed integrati che oggi, con lo scopo di riportare il funzionamento dell\u2019individuo a livelli compatibili con una discreta qualit\u00e0 di vita, vengono definiti sotto il nome generico di riabilitazione. Uno tra i modelli pi\u00f9 strutturati per la gestione delle psicosi \u00e8 l\u2019intervento psicoeducazionale integrato di Ian Falloon.&nbsp;<strong>Fulcro centrale&nbsp;<\/strong>di questo modello&nbsp;<strong>\u00e8 il coinvolgimento attivo dei familiari nel progetto riabilitativo&nbsp;<\/strong>e l\u2019apprendimento di abilit\u00e0 interpersonali. Si tratta di un intervento standardizzato strutturato in tre parti: una prima&nbsp;<strong>parte diagnostica<\/strong>, una seconda&nbsp;<strong>parte informativa&nbsp;<\/strong>ed una terza&nbsp;<strong>parte formativa&nbsp;<\/strong>con training sulle abilit\u00e0 di comunicazione e di soluzione dei problemi.<\/span><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><strong><span style=\"font-style: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">L&#8217;approccio alle psicosi<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">Il termine \u201c<a title=\"Psicosi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Psicosi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">psicosi<\/a>\u201d \u00e8 in uso nella letteratura psichiatrica a partire dal XIX secolo per indicare le malattie mentali in generale. Attualmente, nella psichiatria clinica il concetto di psicosi \u00e8 estremamente ampio e comprende tutta una gamma di malattie mentali sia manifestamente organiche sia con eziologia ancora discussa e non sufficientemente chiarita. Nella pratica tradizionale, il termine psicotico indica la compromissione del giudizio di realt\u00e0 e un\u2019alterazione del funzionamento mentale, che si manifesta con deliri, allucinazioni, confusione e disturbi della memoria. Negli ultimi 50 anni, nell\u2019accezione psichiatrica pi\u00f9 comune il termine psicotico \u00e8 diventato sinonimo di una grave compromissione del funzionamento personale e sociale, caratterizzato da ritiro sociale e incapacit\u00e0 di svolgere gli abituali ruoli familiari e lavorativi. Una prova diretta del comportamento psicotico \u00e8 la destrutturazione della personalit\u00e0 ed una disgregazione psichica che comporta una compromissione del rapporto con la realt\u00e0, con presenza di alterazioni del contenuto del pensiero (deliri), alterazioni della senso-percezione (allucinazioni), in assenza della consapevolezza della loro natura patologica, perdita dell\u2019affettivit\u00e0, presenza di stati maniacali e\/o di episodi depressivi.<\/span><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"><strong>L<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">a <a title=\"Schizofrenia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Schizofrenia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">schiz<\/a><\/span><\/strong><b><strong style=\"font-style: inherit;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><a title=\"Schizofrenia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Schizofrenia\">ofrenia<\/a> ed il modello vulnerabilit\u00e0-stress<\/span><\/strong><\/b><\/span><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">La forma psicotica pi\u00f9 frequente dopo le psicosi legate all\u2019et\u00e0 \u00e8 la schizofrenia. Viene considerata la pi\u00f9 devastante tra le malattie mentali a causa della precocit\u00e0 d\u2019esordio, della gravit\u00e0 sintomatologica e della frequente cronicizzazione. Questi fattori possono determinare un rapido deterioramento delle capacit\u00e0 del soggetto in numerose aree funzionali (lavorativa, relazionale,<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">affettiva) con conseguente isolamento sociale. Secondo i dati riportati dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, l\u2019incidenza della schizofrenia oscilla tra 16 e 42 casi per 100.000 abitanti (in et\u00e0 compresa tra 18 e 54 anni). Per quanto riguarda il decorso del disturbo, i dati dell\u2019OMS evidenziano come circa \u2153 delle persone che si ammalano di schizofrenia guarisca, tornando a svolgere la vita precedente la crisi senza ulteriori ricadute, anche se nel modo di vivere qualcosa rimane particolare; \u2153 dei pazienti avr\u00e0 altre 6-7 ricadute della durata media di tre mesi (tra questi episodi psicotici il paziente \u00e8 sano, anche se permangono degli stati residuali, come cambiamenti di personalit\u00e0, disturbi del pensiero, impoverimento emozionale). Il paziente deve continuare a prendere farmaci ed ha una riduzione del rendimento sul lavoro e nella qualit\u00e0 della vita sociale. Il rimanente \u2153 sviluppa una schizofrenia cronica con onde psicotiche che si succedono una dopo l\u2019altra.&nbsp;<b><strong style=\"font-style: inherit;\">\u00e8 interessante notare come queste<\/strong><\/b>&nbsp;<b><strong style=\"font-style: inherit;\">successive onde psicotiche vengano spesso causate da fattori esterni (come conflitti familiari)<\/strong><\/b>. Allo stato attuale non si conoscono con certezza i fattori che influenzano l\u2019insorgere dei disturbi psichiatrici. Sebbene si sappia che vi \u00e8 un certo grado di familiarit\u00e0 e di predisposizione congenita, in molti disturbi psichiatrici gravi sono ancora da chiarire le modalit\u00e0 di trasmissione genetica ed i meccanismi d\u2019azione. \u201cLa teoria stress-vulnerabilit\u00e0 \u00e8 un modello esplicativo della patogenesi dei disturbi mentali, secondo il quale in alcune persone l\u2019effetto combinato della vulnerabilit\u00e0 genetica e di fattori stressanti supera la soglia individuale di adattamento bio-psico-sociale e favorisce la comparsa dei sintomi del disturbo mentale a cui la persona \u00e8 vulnerabile\u201d (Falloon, 1992). Da questo punto di vista, le disfunzioni organiche e biochimiche \u201cnon sono sufficienti perch\u00e9 la malattia mentale si manifesti, ma \u00e8 necessaria l\u2019interazione di tali disfunzioni con fattori concomitanti di natura psicologica e ambientale\u201d (ibidem). Un fattore ambientale importante \u00e8 rappresentato dallo stress, soprattutto quello quotidiano legato alle normali attivit\u00e0 familiari, sociali e lavorative. I fattori di stress quotidiano sono molto difficili da misurare; tuttavia&nbsp;<b><strong style=\"font-style: inherit;\">lo stress familiare \u00e8 stato<\/strong><\/b>&nbsp;<b><strong style=\"font-style: inherit;\">valutato con indici quali l\u2019Emotivit\u00e0 familiare Espressa E.E.&nbsp;<\/strong><\/b>\u2013 ed il \u201ccarico familiare\u201d. Il trattamento della schizofrenia dimostratosi pi\u00f9 efficace deve pertanto integrare un adeguato trattamento farmacologico del paziente, la psicoeducazione di tutti i membri del gruppo familiare sulla natura del disturbo, l\u2019insegnamento delle abilit\u00e0 di comunicazione e di risoluzione dei problemi, l\u2019identificazione dei segni precoci di crisi con la pianificazione di strategie d\u2019intervento per affrontare le crisi. Inoltre deve essere valutato un adeguato inserimento sociale delle persone affette dal disturbo, sia sul piano abitativo e delle relazioni interpersonali, che sul piano del lavoro.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><b><strong style=\"font-style: inherit;\">Emotivit\u00e0 Espressa e Carico familiare<\/strong><\/b><\/span><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><a title=\"L\u2019Emotivit\u00e0 Espressa\" href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/emotivita-espressa_%28Dizionario-di-Medicina%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019Emotivit\u00e0 Espressa<\/a> \u00e8 stata definita come l\u2019indice della temperatura emotiva nell\u2019ambiente familiare, un indicatore dell\u2019intensit\u00e0 della risposta emotiva del familiare in un dato momento temporale; essenzialmente un rivelatore della mancanza di affetto del familiare o del suo interessamento eccessivamente invadente nei confronti del paziente. In uno studio del 1985 Leff, Vaughn classificarono i familiari dei pazienti come ad alta o a bassa Emotivit\u00e0 Espressa tenendo in considerazione quattro caratteristiche:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"> Rispetto verso le necessit\u00e0 relazionali del paziente: i familiari ad alta E.E. sono tendenzialmente intrusivi, cercano il contatto<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">con il paziente indipendentemente dalle sue richieste, mentre quelli a bassa E.E. sono pi\u00f9 in grado di adattarsi alle richieste ed ai bisogni espressi direttamente o indirettamente dal paziente.<\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"> Legittimazione della malattia: i familiari ad alta E.E. considerano il paziente responsabile di tutte o quasi tutte le sue azioni,<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">anche quelle che chiaramente costituiscono sintomi, mentre quelli a bassa E.E. cercano di costruirsi una spiegazione razionale delle azioni del paziente, e riconoscono quelle dettate dalla sua malattia.<\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"> Aspettative per il paziente: i familiari ad alta E.E. nutrono in genere aspettative molto elevate per il paziente, indipendentemente<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">dai deficit di quest\u2019ultimo, mentre quelli a bassa E.E. nutrono aspettative realistiche, e tollerano meglio livelli di funzionamento sociale anche molto bassi.<\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"> Risposte emotive: i familiari ad alta E.E. spesso drammatizzano le proprie reazioni ai sintomi, e tendono ad avere modalit\u00e0<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">di risposta rigide ai momenti di crisi, mentre quelli a bassa E.E. sono in grado di controllare l\u2019emotivit\u00e0 e di adottare risposte flessibili.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><b><strong style=\"font-style: inherit;\">Se la famiglia \u00e8 caratterizzata da un\u2019alta Emotivit\u00e0 Espressa, il paziente avr\u00e0 maggiori facilit\u00e0 di recidiva, cio\u00e8 ricadr\u00e0 pi\u00f9 facilmente nella sintomatologia tipica della schizofrenia e avr\u00e0 pi\u00f9 possibilit\u00e0 di essere ricoverato in ospedale. Al contrario, una famiglia con un basso livello di Emotivit\u00e0 Espressa sar\u00e0 maggiormente in grado di comprendere i bisogni del paziente e di far fronte ai momenti di crisi.<\/strong><\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">Per quanto riguarda il concetto di \u201cCarico Familiare\u201d si fa riferimento alle conseguenze familiari pratiche e psicologiche legate alla convivenza e all\u2019assistenza di un congiunto affetto da malattia mentale, sia nella loro dimensione oggettiva che soggettiva. La prima comprende tutti quei problemi pratici legati alla compromissione delle relazioni intrafamiliari, alla restrizione delle attivit\u00e0 sociali e ricreative, alle difficolt\u00e0 economiche; la seconda invece, descrive le reazioni psicologiche dei familiari quali il senso di perdita, di colpa, depressione, ansia, disagio in luoghi pubblici. I familiari riportano alti livelli di carico quando riferiscono riduzione dei loro interessi sociali, senso di perdita ed effetti negativi sull\u2019andamento della famiglia e inoltre quando ricevono uno scarso sostegno pratico e psicologico dalla rete sociale in cui sono inseriti.<\/span><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><b><strong style=\"font-style: inherit;\">L\u2019intervento psicoeducativo e la sua applicazione in psichiatria<\/strong><\/b><\/span><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">Negli ultimi anni si \u00e8 sviluppato un indirizzo terapeutico psicosociale denominato \u201c<a title=\"Psicoeducazione\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Psicoeducazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">psicoeducativo<\/a>\u201d. Esso ha le caratteristiche di occuparsi della situazione complessiva del paziente psichiatrico, delle sue relazioni con l\u2019ambiente di riferimento ed in particolare, con quello familiare. Sebbene pi\u00f9 della met\u00e0 degli adulti con persistenti disturbi psichiatrici vivano con i loro familiari, soltanto il 10% delle famiglie con pazienti schizofrenici riceve, da parte dei Professionisti della Salute Mentale, supporto ed \u201ceducazione\u201d. Questo succede nonostante il dato eclatante che la partecipazione familiare riduca notevolmente le ricadute, l\u2019indice dell\u2019emotivit\u00e0 espressa ed il carico familiare. L\u2019intervento psicoeducativo nasce dalla constatazione di come di fatto i familiari siano i pi\u00f9 diretti interessati nella cura del paziente essendo coloro che spendono la maggior parte del tempo in sua compagnia. Purtroppo, troppo spesso, sono logorati dalle richieste e dalle esigenze del loro congiunto e tendono a mettere in atto modalit\u00e0 espulsive nei suoi confronti; se opportunamente stimolati ed educati, possono invece imparare a ridurre lo stress presente all\u2019interno della loro famiglia e diventare inoltre una preziosa fonte di informazioni, grazie alla loro esperienza, sulle tecniche pi\u00f9 utili da adottare per fronteggiare i problemi di quel particolare paziente. Il modello pi\u00f9 standardizzato e facile da applicare \u00e8 quello di Ian Falloon, psichiatra neo-zelandese.<\/span><\/p>\n<h3 style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><strong><span style=\"font-style: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Le caratteristiche salienti dell\u2019<a title=\"Approccio integrato di Falloon\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ian_Falloon\">approccio integrato di Falloon<\/a> sono:<\/span><\/strong><\/span><\/h3>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"> Fornire informazioni dettagliate ed accurate alle famiglie sul disturbo e sulle principali modalit\u00e0&nbsp;<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">di gestione.<\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"> Insegnare modalit\u00e0 efficaci di comunicazione.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"> Individuare segni precoci di crisi e piano di intervento per poterne bloccare tempestivamente<\/span><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">lo sviluppo.<\/span><\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"> Aumentare nella famiglia la capacit\u00e0 di fare fronte allo stress.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"> Promuovere interventi di solidariet\u00e0 reciproca tra i familiari.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 300;\"><span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\"> Coinvolgere associazioni dei familiari e sostegno da parte dei Servizi di Salute Mentale.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"personeScheda\">\n<div class=\"autoriScheda\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><a title=\"Vai alla pagina con tutti i prodotti per Ian Falloon\" href=\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/cpc\/dwl\/SFO_978-88-7946-082-8_Intervento-psicoeducativo-integrato-in-psichiatria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ian Falloon<\/a>, &nbsp;<\/span><em><span style=\"font-size: 12px;\"><a href=\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/cpc\/dwl\/SFO_978-88-7946-082-8_Intervento-psicoeducativo-integrato-in-psichiatria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">INTERVENTO PSICOEDUCATIVO INTEGRATO IN PSICHIATRIA,&nbsp;<\/span><\/a><\/span><\/em><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14px;\"><em><span style=\"font-size: 12px;\"><a href=\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/cpc\/dwl\/SFO_978-88-7946-082-8_Intervento-psicoeducativo-integrato-in-psichiatria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">GUIDA AL LAVORO CON LE FAMIGLIE<\/a><\/span><a href=\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/cpc\/dwl\/SFO_978-88-7946-082-8_Intervento-psicoeducativo-integrato-in-psichiatria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">,<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.terapiacognitiva.eu\/cpc\/dwl\/SFO_978-88-7946-082-8_Intervento-psicoeducativo-integrato-in-psichiatria.pdf\"> Erikson, 1992<\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento psicoeducativo rivolto ai familiari di pazienti psichiatrici L\u2019attivit\u00e0 psichiatrica attuale, in particolar modo quella rivolta alle condizioni pi\u00f9 gravi (psicosi), si avvale soprattutto dei presidi della psicofarmacologia e di interventi selettivi di psicoterapia. 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