Attività

La Matrioska

Come la matrioska, l’identità personale è un insieme di parti più o meno visibili a noi, al mondo e agli altri, più o meno disponibili alla nostra consapevolezza personale, stratificatesi durante il nostro ciclo di vita, incrementate o delimitate in modo diverso, agevolmente raggiungibili dalla coscienza o sepolte nella profondità del Sé nucleare.

Alcune parti rappresentano il nostro nucleo identitario più antico, il nostro modo di funzionare e di agire arcaico e istintivo; sono parti quasi inaccessibili che proteggiamo, spesso, dal nostro stesso sguardo, che si nutrono di immagini e di emozioni, che una musica o un odore spesso possono risvegliare, libere da ogni vincolo razionale.

Altre parti intermedie, più accessibili e superficiali, non eccessivamente consapevoli, si svelano e si rivelano nell’interazione col mondo e con gli altri, in quella che spesso riteniamo la nostra vera identità e costante nel tempo, fatta di credenze, narrazioni, ricordi e ruoli, esperienze di noi stessi e del mondo.

La parte esteriore è quella che ogni giorno concediamo agli sguardi altrui, è spesso pura immagine e adattamento sociale, è ciò che vogliamo gli altri vedano di noi, è una parte corrazzata e ben disegnata, meglio definita, esibisce certezze, colori ben assegnati e lineamenti ben marcati.

Nelle nostre interazioni, ciascuno vede di noi quello che desideriamo o ci aspettiamo veda e ci rimanda aspetti, giudizi, considerazioni, affetti positivi o negativi che nel tempo vanno a sedimentarsi e a formare la nostra personalità, personalità che il tempo consuma e plasma.

La nostra identità è molto più della semplice somma delle sue parti, superficiali o profonde, nitide o velate, consapevoli o ben nascoste: non siamo definiti dalle nostre esperienze, ma dai significati personali che attribuiamo loro.

Se fosse possibile, scomponendole, osservare e riconoscere tutte le parti che ci compongono come persona, mettendole in fila davanti a noi, dalla più profonda alla più superficiale, allora saremmo anche in grado di riconoscerle, toccarle, vedere le loro risorse e i loro punti deboli, accettarle, essere loro grati e assolverle, dare loro un nome, per poi ricomporre la nostra matrioska consapevole, integrata, rispettosa di ciò che l’ha resa quello che è oggi.

Il nostro destino e, dunque, la nostra storia personale non sono già irrimediabilmente scritti su copioni predefiniti e immutabili; siamo noi stessi invece che, pur mantenendo il nostro senso di unicità e una volta conosciute e accettate le nostre parti, possiamo modificarle e costruire strati e narrazioni più funzionali al nostro esistere. La matrioska ci mostra quanto infinito possa essere il nostro Sè, i suoi innumerevoli “strati” di interiorità che cela nel suo Essere. Ci insegna che più cose possono convivere in una, quasi a sottolineare pirandellianamente la molteplicità dell’Io sino a raggiungere il centro del nostro proto-Sè: la parte più nascosta e più antica di noi.

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