Terapia Cognitiva Post-razionalista
Un itinerario di formazione e ricerca deve svilupparsi lungo una traiettoria singolare che tocca i metodi della psicologia, psichiatria e della psicoterapia, e percorrere i sentieri delle scienze naturali fino a giungere al tema del significato e dell’interpretazione dell’esperienza personale.
Relazione Terapeutica e Neuroscienze
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Relazione Terapeutica e Neuroscienze

Posted on July 1, 2018 by

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Relazione Terapeutica: XIX Congresso di Psicologia e Psicopatologia Post-razionalista (Ancona, 2018)

Moveo Ergo Cogito: Sistemi Mirror e Inter-azione Terapeutica

by Salvatore Blanco

Il contesto

Nel 1990 io, Vittorio Guidano e Mario Reda abbiamo pubblicato un articolo in cui erano state esposte alcune riflessioni sulle vicissitudini teoriche personali che ci stavano portando verso il paradigma post-razionalista, attraverso il behaviorismo prima e il cognitivismo classico poi (Blanco, Guidano, Reda 1990). Testualmente abbiamo scritto: “ dopo qualche anno di pratica cognitiva e di relativa tranquillità, cominciammo a sentire un senso, sempre più fastidioso, di discrepanza fra la logica linearità dell’impostazione teoretica e la multiforme complessità che la pratica terapeutica finiva con l’assumere. Appariva chiaro, per esempio, che l’elicitazione, nel corso della relazione terapeutica, di emozioni coinvolgenti per intensità e qualità era di per sé in grado di produrre cambiamenti significativi, senza che fosse necessario l’intervento di tecniche codificate ”, e ancora più avanti “ La relazione diventa uno strumento di esplorazione per mezzo del quale il paziente riesce a cogliere le regole che governano la rigida coerenza del proprio significato personale ”.

Da allora il nostro interesse per la comprensione dei meccanismi taciti che operano all’interno della relazione terapeutica e, più in generale, della intersoggettività è andato nel tempo crescendo. Per studiare la struttura dei processi psicofisiologici e neurali che regolano il rapporto interpersonale e le interazioni fra terapeuta e paziente, abbiamo scelto di approfondire le osservazioni di allora nel contesto di un progetto di naturalizzazione del processo terapeutico. L’obiettivo consiste nell’esplorare i meccanismi nervosi che ci consentono di entrare in comunicazione con i nostri simili, di esprimere loro i nostri desideri, le nostre credenze, le nostre intenzioni, le nostre emozioni e, contemporaneamente, di comprendere ciò che gli altri fanno e perché lo fanno. Il fine ultimo, perciò, è quello di chiarire la connessione tra i meccanismi di funzionamento del cervello e le nostre competenze cognitive sociali, con particolare attenzione al setting psicoterapeutico.

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Relazione Terapeutica e Neuroscienze - Terapia Cognitiva Post-razionalista
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Relazione Terapeutica: XIX Congresso di Psicologia e Psicopatologia Post-razionalista (Ancona, 2018)

Moveo Ergo Cogito: Sistemi Mirror e Inter-azione Terapeutica

by Salvatore Blanco

Il contesto

Nel 1990 io, Vittorio Guidano e Mario Reda abbiamo pubblicato un articolo in cui erano state esposte alcune riflessioni sulle vicissitudini teoriche personali che ci stavano portando verso il paradigma post-razionalista, attraverso il behaviorismo prima e il cognitivismo classico poi (Blanco, Guidano, Reda 1990). Testualmente abbiamo scritto: “[…] dopo qualche anno di pratica cognitiva e di relativa tranquillità, cominciammo a sentire un senso, sempre più fastidioso, di discrepanza fra la logica linearità dell’impostazione teoretica e la multiforme complessità che la pratica terapeutica finiva con l’assumere. Appariva chiaro, per esempio, che l’elicitazione, nel corso della relazione terapeutica, di emozioni coinvolgenti per intensità e qualità era di per sé in grado di produrre cambiamenti significativi, senza che fosse necessario l’intervento di tecniche codificate […]”, e ancora più avanti “[…] La relazione diventa uno strumento di esplorazione per mezzo del quale il paziente riesce a cogliere le regole che governano la rigida coerenza del proprio significato personale […]”.

Da allora il nostro interesse per la comprensione dei meccanismi taciti che operano all’interno della relazione terapeutica e, più in generale, della intersoggettività è andato nel tempo crescendo. Per studiare la struttura dei processi psicofisiologici e neurali che regolano il rapporto interpersonale e le interazioni fra terapeuta e paziente, abbiamo scelto di approfondire le osservazioni di allora nel contesto di un progetto di naturalizzazione del processo terapeutico. L’obiettivo consiste nell’esplorare i meccanismi nervosi che ci consentono di entrare in comunicazione con i nostri simili, di esprimere loro i nostri desideri, le nostre credenze, le nostre intenzioni, le nostre emozioni e, contemporaneamente, di comprendere ciò che gli altri fanno e perché lo fanno. Il fine ultimo, perciò, è quello di chiarire la connessione tra i meccanismi di funzionamento del cervello e le nostre competenze cognitive sociali, con particolare attenzione al setting psicoterapeutico.

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